L’equitazione è uno sport assolutamente particolare poiché compagno
di avventura è un essere vivente ed è un’attività che si può praticare in
assoluta solitudine. Essendo classificato
tra “gli sport non di contatto" nell’ ottica di una, speriamo non troppo
lontana, ripartenza sono certo che lo sport equestre possa essere uno dei primi
a risorgere; non dobbiamo, tuttavia
scordare due componenti, in questo particolare momento storico decisamente
importanti, riguardanti la sicurezza. Si! La sicurezza! Non possiamo scordare
il fatto che l’equitazione sia uno sport potenzialmente pericoloso e non
sarebbe certo questo il momento migliore per farsi male così come non possiamo
sottovalutare il fatto che per rivedere i nostri cavalli dovremo accedere a
strutture. Noi tutti, dunque, dovremo essere “cavalieri del buon senso”
rispettando indicazioni precise di accesso ai circoli esattamente come, in un’azienda,
verranno rispettate le precauzioni imposte dal legislatore. Se necessario potremmo
anche scoprire un nuovo modo di approcciarci al nostro sport pensando, ove lo
ritenessimo più sicuro, magari di non montare ( almeno fino a quando la
situazione negli ospedali si manterrà critica) ma di accudire il nostro cavallo
costruendo o ricostruendo un rapporto a terra con l’animale. Dovremo, poi,
rammentare di essere uomini e donne responsabili verso se stessi e verso gli
altri mantenendo comportamenti che verranno richiesti all’ interno delle
strutture, comportamenti che saranno dovuti nell’ ottica della prevenzione e del
rispetto della salute nostra e di chi in quelle strutture vi lavora. Credo che
se saremo “cavalieri del buon senso” il nostro meraviglioso sport potrà
ripartire!
mercoledì 8 aprile 2020
giovedì 19 marzo 2020
Una riflessione sul tema del "rispetto delle regole" con l'avvocato Davide Diana
La
virtù sta sempre nella mezza misura e, credo, si sia trovata una buona virtù in
questi giorni capace, forse, di far proseguire questa sorta di isolamento. Le
regole esistono e sono chiare si possono fare molte cose a patto di mantenere
una distanza interpersonale di almeno un metro e di evitare assembramenti; si
può anche continuare a fare sport ( per molti necessario sia a livello fisico
che mentale) purché l’attività venga svolta in assoluta solitudine. Io credo
che in un situazione di emergenza queste regole siano non solo condivisibili ed
accettabili ma rappresentino una fortuna. Eventuali e future ulteriori
restrizioni saranno, dunque, da addebitarsi unicamente ad un’atavica volontà di
agire in sfregio e spregio delle regola da parte di qualcuno.
Caro
Mario, condivido il tuo pensiero ma vorrei sottolineare l’ennesimo fallimento
dello Stato. Quando non si riesce a governare un fenomeno sull’onda emotiva o la necessità del momento,
si inaspriscono le sanzioni. Ricordi i casi delle morti del sabato sera? Per fronteggiare quell’emergenza non
occorreva inasprire esageratamente le pene ma semplicemente fare più controlli
e dare le sanzioni che già esistevano. All’Università ci hanno insegnato che il
vero deterrente della sanzione è la certezza della pena. Se la percezione è
quella che i controlli non vi sono o
sono sporadici le persone continuano
tranquillamente nella propria condotta. Prima di comprimere ulteriormente le libertà di movimento si proceda a dei controlli serrati ed
effettivi …. Ma amaramente mi viene da
dire … forse pretendiamo troppo.
Davide,
amico mio, condivido la tua riflessione ma mi metto nei panni di chi debba
amministrare piccole realtà, quasi familiari, come quella in cui sto vivendo
questa clausura: non è facile. Devo dire che, pubblicamente, mi sento di
elogiare il signor Sindaco del mio paese Villarbasse perché sta, con fermezza, umanità
e decisione gestendo una comunità in cui, forse, la repressione potrebbe
diventare cosa imbarazzante. Io credo che stia all’ intelligenza delle persone
modulare i comportamenti nel rispetto della Vita propria e di chi stia loro
vicino e delle regole. Ecco, una parola sola, forse, potrebbe far comprendere tutto: rispetto!
Mi metto, anche, nei panni di quei poliziotti o carabinieri o vigili costretti
ad affrontare soggetti che delle regole se ne fregano e lo fanno con violenza
ed arroganza in un momento in cui anche solo una discussione face to face può
essere, potenzialmente, molto pericolosa.
Davide Diana & Mario Catania
lunedì 16 marzo 2020
Un sistema sanitario che rappresenta l'eccellenza mondiale non in grado di salvare lo 0,006% della popolazione: un paradosso.
Ogni accadimento della Vita porta con sé degli insegnamenti
e da questa brutta storia ne traiamo due: l’Europa unita è un’ipocrisia più che
una chimera e i tagli - mondiali e non solo italiani - a sanità, difesa e
cultura si pagano nel tempo.
Il fatto che l’Unione Europea sia un’illusione, beh, credo
non abbia bisogno di spiegazioni. Non si unisce ciò che nasce diviso: non saremo
mai gli Stati Uniti d’Europa! Un americano si sente americano prima che
californiano, texano o altro mentre noi siamo torinesi, prima che
piemontesi, prima che italiani; l’essere
stati divisi anche nelle Guerre Mondiali dovrebbe far riflettere.
Riguardo ai tagli - ed anche qui non considero solo l’Italia
ma tutto il mondo - contano le
percentuali. Anche ammettendo la peggiore delle proiezioni, ossia quella
secondo la quale i contagiati di Corona Virus potrebbero arrivare ad essere
90.000 solo in Italia, dovremmo considerare che, su una popolazione di sessanta
milioni di abitanti, sarebbero lo 0,15%, una percentuale bassissima. Coloro
che, poi, malauguratamente, avrebbero bisogno di terapia intensiva, la
rianimazione, sarebbero, sempre secondo i numeri, 3600 ossia lo 0,006% della
popolazione italiana. I tagli alla sanità sono stati capaci di indebolire a tal
punto il nostro sistema sanitario da renderlo incapace di soccorrere lo 0,1%
della popolazione e ricoverare in terapia intensiva lo 0,006% della stessa: si,
perché questi sono, realisticamente, i numeri che la stanno mettendo in crisi. Considerando
che il nostro sistema sanitario rappresenta l’eccellenza mondiale spero di
dover considerare le parole di Bill Gates, pronunciate un lustro fa, una
premonizione piuttosto che un avvertimento.
lunedì 24 febbraio 2020
Il caos
Non riesco ad immaginare una misura più efficace del creare confusione, sollevare polveroni per distogliere pensieri ed attenzioni. Senza un nemico non si va da alcuna parte tanto che, se non esiste,pare sia addirittura necessario inventarlo. Un nemico, tuttavia, se è conosciuto non è pericoloso dunque, il vero nemico per occupare totalmente i nostri pensieri, deve essere misterioso, nascosto, ignoto. L'ignoto favorisce il proliferare di opinioni dove tutti diventano avvocati, economisti, medici a seconda dell'argomento in questione ed anche coloro che sono davvero avvocati, economisti, medici esprimono, il più delle volte, opinioni contrastanti causate, proprio, dalla confusione creata contribuendo, a loro volta, a creare ulteriore caos. Il caos è esattamente ciò a cui anela l'autore della confusione iniziale il quale, nel mentre, si troverà in altre faccende affaccendato senza che alcuno se ne possa o voglia accorgere.
domenica 16 febbraio 2020
La maschera della Morte Rossa. Racconto di Edgar Allan Poe
La vicenda della Diamond Princess, bloccata nel porto di Yokohama in un'atmosfera surreale, riporta la mia fantasia di romanziere ad un racconto di Edgar Allan Poe intitolato "La maschera della Morte Rossa." Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando intere contrade e il Principe Prospero decide di ritirarsi insieme ad amici e cortigiani nel suo palazzo; il tempo trascorre tra feste e danze ma, durante una di queste, una figura misteriosa, avvolta in un sudario macchiato di sangue e con il volto coperto da una maschera, interrompe i festeggiamenti. Prospero le si fa dinnanzi ma è il primo a morire: è la Morte Rossa, riuscita ad entrare nel palazzo.
lunedì 27 gennaio 2020
Condividendo una riflessione del professor Zagrebelsky
Ho avuto l'onore di conoscere il professor Gustavo Zagrebelsky all'Università di Torino quando era professore ordinario di Diritto Costituzionale, ai tempi il mio docente era il professor Francesco Pizzetti, già presidente dell'autorità Garante per la Privacy. Mi sento di condividere pienamente la riflessione del professore riguardo all'ennesima azione sopra le righe di Matteo Salvini; Gustavo Zagrebelsky ha paragonato la fanfaronata della, ormai celebre, citofonata di Salvini ai fatti di quella che è tristemente nota come "La notte dei cristalli": la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 durante la quale vennero date alle fiamme più di mille sinagoghe, distrutti cimiteri ebraici e bruciati negozi e case private con il preciso ordine alle autorità di non intervenire. Certo il paragone proposto dal professore è molto pesante ma, come io stesso ho, più volte, scritto, la grande deficienza - intesa nel senso classico del termine, quindi nel suo originario significato di "mancanza" - dell'ex ministro della Repubblica sta proprio nel fatto di non comprendere, o non volerlo fare, come ogni suo gesto - essendo lui un personaggio pubblico, non dimentichiamolo - possa scatenare il fanatismo di emuli, magari non tutti propriamente equilibrati, fatto che in una comunità di milioni di persone potrebbe non essere così strano. Salvini si macchia spesso, troppo spesso,di azioni indegne quali la sceneggiata estiva al Papete oppure incaute quali la citofonata in questione, ca va sans dire.
domenica 19 gennaio 2020
Lo sci, quello importante, è tornato sulle nevi della Via Lattea.
Io credo che un comprensorio sciistico d'importanza assoluta come la Via Lattea non possa prescindere dall'ospitare manifestazioni sportive - sciistiche di livello mondiale. Sono, dunque, estremamente felice del fatto la Coppa del Mondo abbia fatto ritorno al colle del Sestriere... se ne sentiva davvero la mancanza! L'organizzare una manifestazione simile non è, di certo, impresa semplice; anche fenomeni atmosferici sempre auspicati in montagna come una bella nevicata possono, all'interno di un equilibrio tanto delicato di necessità da soddisfare, rappresentare un pericoloso intoppo all'organizzazione. Purtroppo le male lingue sono sempre esistite e sempre esisteranno ma, avendo personalmente assistito a questa due giorni e avendo raccolto opinioni anche da gente che il mondo delle gare lo gira, come gli amici del Federica Brignone Official Fan Club, il bilancio per il Colle non può che essere positivo e, ne sono certo, se ne vedranno liete conseguenze anche a livello turistico benché, occorre dire che, negli ultimi anni, il livello si è da sé, comunque, alzato.
Iscriviti a:
Post (Atom)