Se è vero che il Virus che sta cambiando le nostre vite da qualche mese presenta una percentuale altissima di asintomatici - pari al novantacinque per cento - e che tra i sintomatici quelli da ospedalizzare sono una minima parte è anche vero che il Virus ha una capacità di trasmettersi con una velocità mai vista in precedenza ed è questo il punto. La velocità di propagazione della malattia è quella che manda in crisi il sistema. Se, per ipotesi, tutta la popolazione italiana si ammalasse il cinque per cento dei sintomatici sarebbe un numero pari, più o meno, a due milioni e mezzo; l’uno per cento dei soggetti da ospedalizzare ( solo per questa malattia) sarebbe un numero pari a cinquecentomila e un ipotetico zero virgola cinque per cento da terapia intensiva pari a duecentocinquanta mila unità. All’interno di questo scenario, con la consapevolezza che una seconda ondata si sarebbe potuta verificare, mi chiedo dove sia finita la tanto conclamata “potenza di fuoco”. La Sanità è pressoché nelle stesse condizioni di Marzo scorso; molto poco, per non dire nulla, è stato fatto e ora il Sistema Ospedaliero rischia di cadere nuovamente in ginocchio perché nuovamente impreparato. La velocità di trasmissione della malattia è quella che porta al collasso il sistema non la sua letalità! Su questo punto, in sei mesi, si sarebbe potuto fare molto! Questo, forse il vero male del Virus.
sabato 24 ottobre 2020
martedì 13 ottobre 2020
Guidando una 124 spider del 1982....
Guidando una 124 spider del 1982.
Per chi come me ha avuto il privilegio di vivere la fine degli “anni ottanta” e gli “anni novanta” non sarà difficile ripensare a quanto quel Mondo fosse diverso, più a misura d’uomo, a partire dalle automobili, mia grande passione, che oggi paiono aver perduto l’anima per quanta tecnologia portano con sé. In quegli anni esisteva il necessario: utili telefoni cellulari con i quali si poteva telefonare, comodità non da poco se ben utilizzata; macchine robuste e sicure; aria condizionata e qualche altro accessorio di confort davvero utile. In quegli anni, trovo, vi fosse un degno equilibrio tra tecnologia e umanità, equilibrio che, oggi, si è perduto. In quegli anni anche guidare era “guidare”, una sensazione che provo la domenica quando mi siedo sulla 124 spider del 1982 ... e,quando la guido, penso che, forse, questo Mondo avesse bisogno di essere fermato, di ricominciare. Mi illudo che la Pandemia possa portare tutti a riflettere in tale senso, a comprendere come questo Mondo stesse perdendo di umanità, di anima poi vedo bambini che, invece di correre in un prato, stanno seduti inebetiti di fronte a un cellulare; adulti rimbambiti di tecnologia e schiavi di essa e realizzo che, io con i miei quarantasette anni, il peggio non lo vedrò e, magari, chiuderò,spero anziano, gli occhi illudendomi ancora dell’esistenza di un Mondo umano che i miei nipotini, invece, non vedranno più.
lunedì 14 settembre 2020
Referendum: "si" vs "no". Il problema è qualitativo e non quantitativo!
Riducendo il numero dei parlamentari si trasforma un problema qualitativo in un problema quantitativo ma essere governati da cento deficienti - nel senso classico del termine, quello di “mancanti” … di competenze e cultura specifiche – non rappresenta prospettiva di futuro migliore rispetto a quello che possano regalare mille uomini e donne di cultura e conoscenza davvero consapevoli del ruolo che essi vanno a ricoprire.
Il 20 e 21 settembre andremo a votare per un referendum che, populisticamente, auspica un taglio dei parlamentari: da seicentotrenta a quattrocento deputati e da trecentoquindici a duecento senatori. Noto, in questi giorni, un dibattito, a riguardo, molto debole se non, addirittura, inesistente o quasi. Per il “No” scendono in campo Silvio Berlusconi ( devo dire l’unico dei politici attuali che, a mio avviso modesto, stia ultimamente dicendo cose sensate) , Romano Prodi, Matteo Renzi, le Sardine e la parte più “giovane “ del Pd; per il “Si” si schierano il M5S ( una garanzia per votare no…) , la Lega, Fratelli d’ Italia e il Pd di Zingaretti e, anche, Letta. Prima di agire secondo quello che gli inglesi definirebbero “gut feeling” occorrerebbe porsi una riflessione culturale, sociale ed etica: perché la nostra Democrazia necessiterebbe, proprio oggi, di un cambiamento tanto radicale? I sostenitori del “No” la ritengono un passo verso la tanto auspicata “demarchia”, cavallo di battaglia dei Pentastellati , secondo la quale chiunque, magari estratto a sorte, sarebbe capace di governare: ciò porterebbe ad una riduzione delle rappresentanze anche delle minoranze e ad una riduzione dei cosiddetti “ privilegi della casta” effetti che, ugualmente, si otterrebbero con la riduzione di costi e benefici dei parlamentari. I sostenitori del “Si” lo reputano necessario poiché porterebbe l’Italia in linea con il numero di Parlamentari delle altre grandi democrazie, poiché garantirebbe ( difficile dire come) una maggiore trasparenza e, poiché rappresenterebbe uno spirito riformatore ….
Ridurre il numero dei parlamentari senza rivedere le funzioni stesse del Parlamento – a cominciare dal numero delle Commissioni – significherebbe creare impasse dagli esiti inimmaginabili e poco auspicabili: i delegati regionali che parteciperanno alla elezione del Capo dello Stato ( sessanta su un migliaio di parlamentari) assumerebbero, ad esempio, una importanza ed un peso senza precedenti nella Storia repubblicana in vista della elezione del successore del Presidente Sergio Mattarella.
Cerchiamo di tornare alla riflessione iniziale precedente a questo mio “collage” tra i pensieri di Maurizio Molinari e Francesco Occhetta …. La discussione è basata sui numeri e non sulla qualità ma, forse, il problema è qualitativo piuttosto che quantitativo. Si blatera, che seicento o ottocento siano troppi senza riflettere che ciò che è realmente fuori luogo sia il fatto che, con tutto il rispetto parlando, la casalinga di turno, l’assicuratore senza esperienza politica, il politicante che fa quello per “arrotondare” lo stipendio siano lì a decidere, senza competenza né esperienza alcuna, del futuro della nostra Nazione! Il problema è culturale, il problema è qualitativo e non quantitativo! Se io potessi scegliere tra mille Pertini, Spadolini, Moro, Cossiga, Salvi, Einaudi, Leone, Berlinguer, Craxi e duecento Di Maio, Salvini, Meloni, Zingaretti … beh.. dubbi non ne avrei.
venerdì 28 agosto 2020
"Er compagno scompagno Matteo" rubando, in parte, la citazione a Trilussa.
Il rifiuto delle regole viene, spesso, attribuito al cosiddetto genio così come la follia è quasi sempre accomunata ad esso ma questa è, sovente, una parificazione semplicistica e poco reale. Lord George Gordon Byron, vedendo rifiutato il suo Bulldog al College poiché “ non potevano essere introdotti cani” prese con sé un orso; “Rebel with a cause” recitava una pubblicità della Nike con protagonista John Patrick McEnroe rifacendosi a James Dean … Ma il genio deve avere fatto qualcosa di buono nella vita per essere definito tale! ... Diversamente risulta essere solamente una persona con una ridotta capacità cognitiva. Una persona con ridotta capacità cognitiva è, in poche parole, un soggetto avulso dalla realtà che vive fantasticando un suo mondo virtuale incapace di accettare le regole del vivere civile le quali, nella sua immaginazione, non corrispondono al castello di fantasie che si sia costruito … un sognatore, per i buonisti! Ma esistono i sogni ed il loro opposto, gli incubi! Ecco allora che viene fuori, nel mio incubo notturno, un uomo con pancia e barba, più o meno della mia età, vestito male e sudaticcio che detesta i neri, che disprezza le poche regole le quali ci stanno lentamente portando fuori dall’incubo vero e che trascina con sé masse di insoddisfatti le quali, come scriveva Trilussa nella sua “Er nemico”, hanno bisogno di trovare un capro espiatorio dei loro fallimenti … Poi mi sveglio tutto sudato, per fortuna era un sogno! L’Italia non può essere sprofondata tanto in basso
martedì 25 agosto 2020
Marco Di Paola Presidente Federazione Italiana Sport Equestri: per non interrompere quattro anni di successi!
Le elezioni si avvicinano e non è un traguardo da poco per l’Equitazione! La Federazione Italiana Sport Equestri è, appunto, una Federazione e, come tale, deve rappresentare lo sport al Suo più alto livello senza potersi permettere concessioni che aprirebbero le porte a figure meno qualificate poiché provenienti da mondi e realtà diverse da quelle Federali e Nazionali, seppure assolutamente rispettabili. L’avvocato Marco Di Paola e il suo entourage sono riusciti, in questi anni, a riportare l’attenzione, anche dei non addetti ai lavori , verso le discipline equestri riaprendo le porte di un mondo che, forse, stava diventando troppo ovattato: la loro grande abilità è stata quella di creare nuovo interesse senza abbandonare il blasone. Io vedo, purtroppo altrove, grande voglia di livellare ma il livellamento, per sua stessa definizione, non è mai verso l’alto quanto, piuttosto, verso il basso! … In questi quattro anni in cui ho potuto vivere da vicino quella che io definisco una "Federazione giovane" , ho potuto constatare passione per lo sport, interesse per la sicurezza , amore per la cultura, voglia di allargare gli orizzonti ma, anche , un deciso sentimento di tutela dell’integrità della professionalità di istruttori e atleti … peculiarità che una Federazione non può sottovalutare e che, mi permetto di dire, è essa stessa cultura dello sport. Queste le ragioni per le quali incrocio le dita e mi auguro, per il bene del nostro sport, che questa Presidenza continui il cammino intrapreso.
lunedì 3 agosto 2020
La ripresa della scuola è una falsa preoccupazione. I bambini sono, spesso, più intelligenti e disciplinati di tanti adulti.
In questi giorni, in questi mesi si sono fatte tante discussioni riguardo alla riapertura delle scuole e tante geniali idee sono state proposte ... al punto che la vecchia esclamazione “ ‘azzolina!” è davvero tornata di moda! Banchi con le rotelle, banchi separati da vetri e quanto altro si scontrano con la realtà che è fatta di rapporti umani quotidiani che i bambini, fortunatamente, ancora conoscono: una ricreazione, la merenda, il pranzo, la partita di calcio, l’ora di ginnastica. Ma … i bambini sono le spugne che assorbono i nostri esempi! State certi che se un genitore, un insegnante, un educatore daranno Loro l’esempio corretto questo non sarà disatteso. You are the bows from which your children as living arrows are sent forth. ( Voi siete gli archi dai quali I vostri figli, come frecce, vengono scagliati.) … scriveva Kahlil Gibran ne “ Il profeta”.