domenica 13 ottobre 2019

I cavalli patiscono il caldo e temono molto poco il freddo.

Come ogni anno, con l'avvicinarsi dell'inverno, molti cavalieri e amazzoni iniziano a preoccuparsi di come possano patire l'abbassamento delle temperature, soprattutto nelle ore notturne, i cavalli. In pochi, forse, sanno che la temperatura esterna ideale per un cavallo è di circa cinque gradi con una massima di dieci mentre la zona cosiddetta termoneutra va dai dieci ai quindici gradi: un cavallo, per certo, è maggiormente a proprio agio a zero gradi, o a qualche grado sotto lo zero, che alle temperature , da molti ritenute anche per loro piacevoli, di venti e oltre gradi. In un cavallo, lasciato libero, senza condizionamenti umani, spesso errati, potremo notare una evidente crescita del pelo durante le stagioni invernali e, sebbene possa disporre di ripari, sarà molto facile vederlo stare fuori a godersi una bella pioggerella o una nevicata, l'importante è che abbia uno spazio tale da poter fare qualche metro e qualche sgroppata per, se necessario, scaldarsi: ai cavalli basta, infatti, molto poco per creare adrenalina. Figuriamoci che, un cavallo il quale , ad un esame del sangue, possa risultare leggermente in difetto di globuli rossi potrebbe, ripetendo l'esame dopo un minuto di euforia, essere, addirittura, sopra ai parametri medi! I cavalli soffrono il caldo...e già! Proprio quando noi pensiamo di fare loro cosa gradita, in estate, con temperature di venticinque o oltre gradi uscendo per una passeggiata rischiamo di far loro del male. In ultimo, ricordiamoci, poi, che il cavallo, esattamente come l'uomo, suda dalla pelle e che specie animali di maggiori dimensioni hanno, generalmente, maggiore difficoltà a disperdere il calore a causa di un rapporto superficie cutanea/massa corporea meno vantaggioso. Troppo spesso siamo portati a ragionare secondo i parametri umani che non rispecchiano, tuttavia, quelli animali. Per certo dovremmo preoccuparci maggiormente di dar loro riparo durante un pomeriggio o una notte molto caldi che durante serate e nottate invernali, per loro, magari, decisamente piacevoli.

sabato 28 settembre 2019

Eutanasia o fede?

Non sono un teologo ma credo che la discussione riguardo alla cosiddetta eutanasia, o suicidio assistito, vada spostata sul piano del "libero arbitrio". Se è vero che l'uomo e la donna nascono liberi devono poterlo essere fino alla fine decidendo se accettare o meno una condanna alla sofferenza senza speranza alcuna.  Un testamento è, tuttavia, atto revocabile fino all'ultimo istante di vita, il che mi porta a riflettere sul fatto che la possibilità di revocare la scelta potrebbe essere concessa unicamente a chi non solo sia in grado di intendere e volere ma abbia una benchè minima possibilità di esprimere il prorio pensiero, fosse solo a mezzo di  un battito di ciglia.  Dovremmo, poi, passare attraverso la definizione stessa di "vita" e, su questo punto, davvero, credo nessuno possa esprimere un pensiero; certo potremmo, facilmente, pensare che una persona costretta in un letto senza possibilità alcuna di muoversi altro non desidererebbe che la morte ma, poi, dobbiamo realizzare che, per nostra fortuna, almeno per il momento e salvo brutti scherzi della Vita, quella condizione non potremo comprenderla.  Quando da bambini vedevamo un quarant'enne pensavamo fosse un vecchio ma, oggi, arrivati ai quaranta e superati abbondantemente, comprendiamo come la Vita sembri iniziare adesso.   Sul piano etico e morale, dunque, la mia risposta è: beati voi che, in un senso o nell'altro avete una risposta perchè io proprio non ce l'ho.  Sul piano pratico mi chiedo se sia necessario tutto questo clamore mediatico. E' davvero così difficile porre fine ad un' esistenza ormai quasi terminata facendo passare il tutto come "morte naturale"?  Questa è la ragione per la quale non credo piu' a queste lotte donchisciottesche: perchè sono strumentalizzabili. Certo, tutto questo è vero ma il fatto che una cosa sia possibile anche se non legale ad altro non porterebbe che a  creare un mondo sommerso. Poniamo, dunque, il caso di un soggetto il quale abbia dichiarato che, trovatosi in condizione di non poter essere autosufficiente, la sua scelta fosse la morte e poniamo il caso che, quello stesso soggetto, capitato in quella condizione desideri, comunque vivere ma non possa comunicarlo... Di certo non invidio il Legislatore il quale debba legiferare sul caso...perchè certezze non ne ho!

domenica 8 settembre 2019

Un Governo che potrebbe durare....

 Certamente risulta quantomeno "particolare" l'alleanza di due forze che, fino a poco tempo prima, si scambiavano insulti quasi da querela eppure anche la precedente coalizione aveva promesso, e si era ripromessa, di non allearsi mai col nemico leghista o pentastellato...et voilà
 Certamente, almeno a parere di chi scrive, l'Europa unita è stata un errore poichè errore è cercare di unire ciò che nasce, per storia, diviso ed errore è stato credere che gli Stati Uniti d'America investissero nel nostro Continente quando, invece, si sono rivolti al fronte asiatico.
 Detto ciò questa nuova alleanza chiamata, mi pare, "Giallo Rossa" potrebbe avere del buono. Intanto si respira già un'aria diversa: Salvini aveva governato - era titolare del dicastero, numero uno per importanza e potere - facendo leva su sentimenti di odio, fobie, paure; il Ministro degli Interni ci stava isolando in Europa e l'Italia non si può permettere di uscire dall'Europa unita, realtà che, nel bene o nel male, esiste.   Certamente questa ondata di sovranismo avrà scosso gli animi europei e non è detto che, per evitarne un ritorno, non venga data una mano all'Italia. Non mi preoccuperei, poi, del Ministero degli Esteri concesso a Gigino Di Maio: se è vero che non parla una parola di inglese è anche vero che, a meno della presenza di spiccate personalità al suo interno, la politica estera è, ormai, appannaggio dei premier
 Paradossalmente anche chi, come me, ha da sempre criticato i Cinquestelle deve, oggi, ringraziarli per avere liberato l'Italia da un incubo ben peggiore. I Grillini possono ancora far passare la loro mossa come "fatta per il bene della Nazione", questione a cui noi non crediamo ma che lasciamo passare... per convenienza. Certamente, ora, i Pentastellati, dovranno mettere giudizio, abbassare le pretese e capire di avere molto da imparare da chi conosca davvero l'ars politica nella consapevolezza che una seconda ancora di salvezza non sarebbe credibile e creduta.

giovedì 29 agosto 2019

Il cuore oltre la rete. Perché il tennis è lo sport per tutti gli atleti.....

Perché il tennis e' lo sport per tutti gli atleti.

Qualsiasi sciatore, calciatore, pilota, scalatore, cestista, ciclista , golfista ...gioca, durante il tempo libero, a tennis. Anzi, il tennis è consigliato da qualunque allenatore. Il tennis è, infatti, uno sport estremamente faticoso ma, anche, estremamente completo; quasi il settantacinque per cento dello sforzo fisico si compie nel momento in cui si colpisce la palla! Eppure, se le gambe non ci portano alla giusta distanza, tutto risulta inutile. Personalmente ho, da sempre, avuto un rapporto di "odio e amore" con questo sport; tanti che mi hanno, da bambino, visto giocare mi hanno da sempre considerato uno che "aveva il braccio ma non la testa"...Ecco, la testa! Leggo un articolo dello psichiatra Paolo Crepet nel quale il professore afferma come la competizione non selezioni i migliori ma i meno sensibili. Per quanto concerne il tennis credo che questa definizione possa calzare alla perfezione, almeno nel mio caso. Io sono una persona, forse, ipersensibile e molto emotiva, non ho memoria di quante partite avrei potuto, da giovanissimo, vincere se non avessi avuto il cosiddetto "braccino"... E già, perchè quando hai paura di sbagliare il movimento del braccio rallenta e la palla, paradossalmente, va lunga. Il tennis è uno sport particolare perchè devi ragionare ma, allo stesso tempo, spegnere la testa ...pensate "ragionare e spegnere la testa"...sembra una contraddizione ma non lo è! Significa non avere paura di sbagliare...che non è, poi, forse, il grande freno nella vita di tutti noi? Sono discorsi che aprono mondi e che affronterò nel tempo....Vorrei, tuttavia, tornare al punto principale di questo articolo; l'universalità del tennis. Il tennis è uno sport praticato da qualsivoglia sportivo perché non è uno sport di contatto ( il rischio di infortuni è, quindi , limitato) ed è uno sport dove agilità, velocità, forza elastica e coordinazione fanno da padroni. Il tennis non logora solo il fisico ma la mente...quella moltissimo, ed ecco che, allora, torniamo alle parole del professor Crepet quando asserisce che "la competizione non seleziona i migliori ma i meno sensibili".
Non ho giocato seriamente per almeno venti anni, si qualche momento in cui mi è ripreso il matto, una settimana, forse due ...se negli ultimi venti anni avrò giocato un centinaio di ore è tanto ...Poi è successo che abbia dedicato il mio nuovo romanzo "Mostro, incubo senza fine" a colui che mi ha messo la racchetta in mano: Franco Belli, un dandy di altri tempi, fondatore de "Le Pleiadi" di Torino giocatore di Coppa Davis, figlio di un possidente terriero di Villarbasse che giudicava il tennis un "passatempo per rammolliti"; Emma, la mamma, per aiutare il figlio senza chiedere soldi a Umberto, detto Berto, suo marito e padre di Franco, andava ad accendere le caldaie alle quattro di mattina...una storia vera, una storia di altri tempi.
Quando non si gioca per tanto, tanto, tantissimo tempo, l'unico colpo che rimane è il servizio e...sapete per quale ragione? Perché è il solo colpo che si giochi da fermo! Franco mi costrinse a cambiare impugnatura e a provare e riprovare fino ad avere un servizio che Lui definiva "efficace".
Credo sia dovuto ad un fattore inconscio ma, in questi anni, in tutti i miei romanzi, i personaggi sono stati giocatori o ex giocatori di tennis così ho deciso di riprendere la racchetta in mano, seriamente: quest'anno vi sarò da spettatore ma il prossimo sarà da giocatore...ho deciso di partecipare ai Campionati Italiani Over 45 nel 2020...In fondo si terranno a Milano Marittima, un luogo che ho, da sempre, nel cuore. Sono certo di non poter arrivare nemmeno vicino al titolo ma il fatto di partecipare avrà, per me, comunque un significato: quello di non aver buttato nel dimenticatoio uno sport al quale ho dedicato tempo ed energie della mia vita fino ai venti anni.
( Ringrazio di cuore l'amico Paolo Pambianco per la supervisione e i consigli fornitomi oltre che per  essere stato lo sprone, con il suo esempio di sportivo vero, che mi ha portato alla determinazione di tornare a giocare)

mercoledì 3 luglio 2019

Amore per gli animali o fanatismo?

Il limite è rappresentato dal buon senso.
Il buon senso consta di equilibrio e l'equilibrio abbisogna, anche, di compromessi. Penso esistano posizioni intransigenti che facciano peggio che meglio alla stessa causa che desidererebbero difendere. Mi sono occupato, e continuo a farlo, di sicurezza nell'ambito dell'equitazione in partnership con aziende quali Kask Equestrian e Safety srl - Equiairbag . Continuo e continuerò a battermi per la sicurezza nell'equitazione nella ferma convinzione che i sistemi di protezione siano, negli anni, migliorati e che l'equitazione stessa non debba essere piu' militarmente considerata una "prova di ardimento" ...Detto questo non vorrei mai diventare fobico perchè, se ci spingessimo al limite estremo, dovremmo sostenere che il cavallo non sia nato per essere montato e, allora, dovremmo criticare tutto il mondo equestre e animale, perchè, con ottima probabilità, nemmeno un cane è nato per essere tenuto al guinzaglio.

martedì 25 giugno 2019

Torino e la Sua Sindaca Olimpionica.

Di solito si dice che "chi non fa non sbaglia" ma, anche in questo gli illuminati pentastellati sono riusciti a superare se stessi: teorici del non fare, pratici dello sbagliare. Il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha ricordato come, ai tempi della candidatura olimpica di Roma per il 2024, la nostra Capitale avesse tutto per aggiudicarsela...poi è arrivata la nuova amministrazione et voilà. Torino e l'Alta Valle di Susa avrebbero avuto tutte le carte in regola per organizzare nuovamente, dopo venti anni, le Olimpiadi invernali ma sono arrivati gli illuminati, anche qui, et voilà! Immediatamente, poi, si passa al teatrino: Sindaca e Presidente della Regione, uniti, pronti ad offrire il loro sostegno e l'esperienza del Piemonte ai cugini milanesi; Milano che dice "no grazie" e, allora il Presidente della Regione che si affretta a puntualizzare che la colpa è della Sindaca...Nella lotta intestina chi ci perde è Torino, la Valle di Susa, gli albergatori, i ristoratori, tutta l'economia della nostra Regione.

lunedì 27 maggio 2019

Per alcune realtà, in Politica, vincere è molto peggio che perdere.

Salvini si gonfia come un pavone con i voti di coloro con i quali, secondo la campagna elettorale "pre Governo giallo verde", non si sarebbe mai alleato; Di Maio non ha altra via se non quella di non piegare la testa e continuare a contrastare le idee del presunto alleato, il tutto per non ammettere di essere morto; Salvini non ha altra via se non l'abbandonare gli illuminati pentastellati per non affondare tra qualche mese - gli italiani hanno dimostrato di stare cercando l'uomo forte e l'uomo forte non si piega -; Salvini ora non ha piu' visiere da togliere dal suo casco e deve vederci chiaro con la sola rimasta, la quale, a dispetto delle apparenze è maggiormente appannata di quello che sembra. " L'uomo del fare", adesso deve fare ed è qui che il lavoro diventa difficile. Uno scalatore, una volta, mi disse che fosse piu' insidioso scendere dal Cervino che scalarlo: quella che, a chi non ne sa, pare una "semplice discesa", nella realtà costituisce, a volte, una trappola mortale. Non sempre chi vince lo vuole davvero, Trump docet e il guru è il medesimo!