martedì 15 gennaio 2019

In nome del popolo italiano

Grillo fischiato ad Oxford; Salvini vestito, ora da poliziotto, ora da pompiere, ora da agente della protezione civile; Di Battista e Di Maio che gironzolano come in una trasmissione, "Milano -Roma", di qualche anno fa; Salvini e Bonafede che attendono Battisti per insultarlo... in nome del popolo italiano. "In nome del popolo italiano" un film di Dino Risi con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. L'Italia non può essere "Salvini, Di Maio, Di Battista, Grillo" perchè l'Italia è la Storia, la Cultura, l'Arte ...quella che ci invidiano da ogni parte del mondo e quella che, i quattro moschettieri, non solo non rappresentano ma mettono alla berlina. Gettare al pubblico ludibrio la nostra Cultura e la nostra Storia è un delitto epocale del quale dovranno rendere conto...prima o poi, a qualcuno.

mercoledì 2 gennaio 2019

Un ragazzo di Labor, leggendo il mio profilo, mi ha detto: "Ah...così anche tu sei andato via dal Sociale ai tuoi tempi"...La risposta racconta la mia storia...Si, sono andato via ma a testa alta!

Oggi un allievo di Labor mi ha fatto una battutina, evidentemente leggendo il mio profilo, ha notato come avessi cambiato scuola ai tempi del Liceo... "Anche tu sei stato cacciato dal Sociale!"...così mi ha detto.

Il "Sociale" è l'Istituto Sociale di Torino dal quale...Si! Sono stato cacciato in terza liceo ma le ragioni non sono quelle che immaginava il mio allievo. Non dico di essere stato uno studente modello ma, credo, poco mancasse anche se ho sempre messo lo sport quasi sullo stesso piano rispetto allo studio. Sono, piu' o meno, riuscito bene sempre in tutto, tranne che nel disegno dove, forse per il fatto di essere un mancino corretto - scrivo normalmente da sinistra a destra ma i miei appunti personali li scrivo, di mancino, da destra a sinistra - sembro davvero avere un blocco. In terza Liceo Scientifico chiusi l'anno con una delle mie piu' grandi soddisfazioni: ottenni il dieci in Matematica! Dieci in matematica allo scientifico! ...Poi nove in fisica e chimica e otto vari nelle altre materie. Non male per uno che avrebbe scelto Matematica pura o Fisica all'Università!

In tutto questo, come chiunque, avevo la mia bestia nera: il professore di disegno, tale Ovidio Bosio, il quale si era convinto che un ragazzo che andasse bene in tutte le materie, soprattutto scientifiche, non potesse non riuscire altrettanto degnamente in disegno tecnico. Io, nel mio piccolo, rimediavo ogni anno studiando come un pazzo storia dell'arte e, devo ammettere, di questo, ringrazio ancora oggi Ovidio perchè un po' di cultura in tale senso mi è rimasta. In terza liceo, tuttavia, dopo avermi beccato a tentare di copiare una tavola di disegno tecnico dai miei colleghi di un anno piu' grandi, venne in classe annunciando che..."storia dell'arte, in quell'anno, non sarebbe stata parte del programma". Et voilà...il mio consueto due in disegno non avrebbe piu' fatto media con il dieci di storia dell'arte, quindi...a settembre!

Fin qui sarebbe stato tutto regolare se non che, a Giugno, prima del termine della scuola, lo stesso professore annunciò il programma per i rimandati nel quale spiccavano tre tomi di storia dell'arte. Io, a quel punto, andai dal Preside di allora, Padre Francesco Guerello, dicendogli che, se storia dell'arte avesse fatto parte del programma io, come sempre, non sarei dovuto essere rimandato ma, se non ne fosse stata parte, non sarebbe dovuta essere materia di interrogazione all'esame di riparazione. Padre Guerello mi chiese di non "creare un caso" e mi autorizzò a scrivere testuali parole nel foglio dell'esame di Settembre: "Storia dell'arte non fa parte del programma". Io lo feci, il Preside si rimangiò davanti al professore la parola e mi costrinse a chiedere scusa ad Ovidio Bosio. Io mi rifiutai e, grazie ad un amico, già Rettore dell'Istituto Sociale, padre Piero Granzino, contattai i Padri Rosminiani.

Cosa mi ha insegnato questa storia? Che non tutto il male viene per nuocere. All'istituto Rosmini di Torino ho stretto amicizie che durano ancora oggi - così come molte nate dal periodo trascorso al Sociale - e, una su tutte, quella con il Vicario del Padre Generale, Padre Domenico Mariani...amicizia interrotta, per ora, solo dalla Sua morte. Ho avuto modo di rivedere Padre Guerello...invecchiato, stanco ma, sinceramente per quanto mi ha fatto...ha fatto ad un ragazzino di diciassette anni che credeva in lui...non mi ha mosso il minimo sentimento, tanto in bene quanto nel male: indifferenza, che, poi, è forse la cosa peggiore.

sabato 29 dicembre 2018

Se questa è musica, sono molto vecchio...

Se questa è musica, allora sono vecchio...

...temo di si. Oggi, mentre, seduto su di una seggiovia, ammiravo un panorama montano incantevole, da una baita, dove alcuni sciatori stavano pranzando, veniva amplificata della ehm...musica. Il testo mi ha colpito immediatamente sollevando la mia ilarità, ho guardato Simona che era con me in seggiovia ed abbiamo solo sperato che i nostri nipotini fossero impermeabili ad un tale scempio. Il testo della canzone parlava di "schifo" , "vomito", "cazzo"...ed altro. Cercando su internet vedo si tratta della...sigh opera di tale Salmo che scrive..." E' come se adesso ti vomito in faccia ( Yeah); Ti passa la fame ( Yeah) ; Le tipe che schiacci non le farei toccare neanche dal cazzo del cane ( Yeah)." Questa sera, su Canale Cinque, la televisione trasmette uno speciale su " Dalla e Morandi"...Beh, cheddire? Sono proprio vecchio!

domenica 11 novembre 2018

Torino ha detto che non parlano a nome del "popolo"

Niente male la risposta di Torino a chi sostenga di parlare a nome del popolo! A proposito di popolo, ne "In nome del popolo sovrano" , uno splendido film del 1990 con Alberto Sordi e Nino Mandredi, l' "assassino della Repubblica" è il Generale Oudinot. Ieri, sabato 10 novembre, tutta Italia ha capito che, nella nostra Storia attuale, non vi sono assassini perchè, come ha scritto giustamente Maurizio Molinari, esiste ed è viva una grande parte di cittadini la quale, con educazione, rispetto e civiltà dice davvero un "basta" deciso a questi scellerati. Questa Italia, in fondo, si accontenterebbe di poco: Le basterebbe non sentir piu' parlare di "popolo" da chi non lo rappresenti o, almeno, non in toto e, giorno dopo giorno,lo rappresenti sempre meno.

venerdì 9 novembre 2018

I Pentastellati fanno strame di Torino.

Passeggiando tra Piazza Vittorio, via Po, Via Bogino e Piazza Castello,ho potuto constatare come il declino della mia città non abbia risparmiato il cosiddetto salotto buono. Negozi storici chiusi o in procinto di farlo, al loro posto negoziacci, per lo piu' cinesi - su questo punto, mi piacerebbe aprire una piccola inchiesta personale: non credo, infatti, che stiano favorendo la pulizia....anche economico fiscale , intendo -. Una debacle totale. Torino è ridotta in pezzi ma, forse, è questo cio' che vogliono gli illuminati. Io sono convinto che questa setta pentastellata, in realtà, abbia un progetto ben delineato: quello di sfasciare tutto, la "livella"...come definiva la Morte il grande Totò! Si, avete capito bene! Visto che nessuna eccellenza potrà mai appartenere loro - che altro non fanno se non ricordare il fatto che il Primo Ministro sia un professore, Tizio sia un avvocato e Caio un dottore- fanno strame della cultura e dell'intelligenza della nostra Nazione e delle nostre città al fine di livellare ogni cosa verso il basso. Allora vorrei ricordare che la cultura, quella dei libri, delle lauree, dei titoli di studio veri e sudati; la Storia quella raccontata nei libri; l'Intelligenza, quella che prescinde da titoli di studio ma non dai libri di testo e che poco ha a che fare con internet, storicamente non si sono mai abbassate a questi livelli e, credo, non siano disposte ad arrendersi ora.

lunedì 29 ottobre 2018

Torino perde i pezzi

Torino perde i pezzi. Ho potuto, in questi anni, constatare come Torino, soprattutto a partire dal 2006, stesse rinascendo, certo un passo alla volta, certo anche con difficoltà ma era una città che guardava al futuro; la Lega Nord ha ben compreso la situazione ammettendo come, in questo momento, la TAV sia un'opera strategica e fondamentale per non vedere la nostra Regione completamente tagliata fuori dalle tratte commerciali europee. Il Consiglio Comunale di Torino di oggi pare, invece - almeno così si legge - essere stato piuttosto..."caldo": "Passa la mozione Cinquestelle, ora Torino è una citta no Tav", i titoli di alcuni quotidiani. Io non so quale reale impatto questa delibera possa avere; mi auguro solo che l'imbarbarimento istituzionale che ci sta portando indietro nel tempo possa essere arrestato... e presto. I toni forti della Lega spesso non mi trovano d'accordo ma ammetto che, nella sostanza, possano portare idee - in parte - condivisibili anche se,a volte offuscate dalla totale deficienza - mancanza, in senso classico del termine - di ragione alcuna palesata da qualsivoglia posizione degli alleati "illuminati rappresentanti del popolo".

venerdì 5 ottobre 2018

Sei anni di galera per chi viola le regole del "reddito di cittadinanza"? La corazzata Potemkin del grande Villaggio: una puttanata pazzesca!

Diciamoci la verità: chi non si è fatto qualche crassa risata sentendo il vice premier Di Maio parlare di "necessità di potenziare il reato di Legittima Difesa" o chi non ha riso altrettanto di gusto nell'ascoltare blaterare il ministro Toninelli riguardo alla "necessità di fare ritornare il ponte un luogo di aggragazione, dove ci si incontra e i bambini giocano"; chi, ancora, puo'esimersi da qualche ilare battuta vedendo comandato come un burattino il premier Conte il quale nulla fa per sottrarsi al gioco? L'ultima uscita è, pero' assolutamente incredibile: sei anni di galera per chi - non si sa bene faccia o non faccia cosa - riguardo al famigerato "reddito di cittadinanza". Io, intanto inviterei il ministro Di Maio a riflettere sul fatto che, con una pena di sei anni, siamo ben oltre la possibilità di applicare la sospensione condizionale della stessa della quale puo' usufruire, addirittura, colui che, magari per colpa se non addirittura per colpa cosciente o dolo eventuale, uccida una persona in un incidente stradale; inviterei l'illuminato a pensare che si aggira tra i cinque ed i sei anni la pena per una "rapina a mano armata" - ndr: sono stati dati cinque anni e sei mesi per la rapina a mano armata all'Ospedale Niguarda -. Inviterei ancora il ministro a riflettere sul fatto che, per introdurre una nuova fattispecie di reato, occorra una legge con conseguente modifica al Codice Penale e, forse, ve ne sono altre di piu' urgenti. Il grande Paolo Villaggio in uno dei suoi piu' celebri personaggi avrebbe, insomma, definito il reddito di cittadinanza come una "puttanata pazzesca." Un ultimo appunto...il mancato utilizzo delle lettere maiuscole nell'articolo non è frutto di refusi.